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Porta San felice—Esterno

Storia Della Porta

Abbattimento delle mura e di
alcune Porte di Bologna

Per ricostruire questa vicenda mi sono servito di scritti e pubblicazioni di Marco Poli profondo conoscitore della storia di Bologna, a lui va un ringraziamento particolare.

Le mura di Bologna (storia della costruzione)

La prima cerchia medievale ( le mura di selenite) risale al VI secolo.
La seconda , quella cosiddetta” dei torresotti ”è  del 1176 Bologna passa da un’area di19 ettari a una di 113.
La terza quella di cui ci occupiamo, nasce all’alba del Duecento, quando Bologna compie un fortissimo incremento demografico: nel 1226 si decide l’allargamento della “circla” e la città quasi quadruplica la propria estensione passando dai 113 ettari  ai 408 di quest’ultima.
A partire dalla metà del ‘200 furono portati rafforzamenti alla cerchia che era stata costruita in legno: di fatto era una palizzata con baracconi in legno ed un fossato lungo il perimetro esterno.Dal 1288 iniziarono i rafforzamenti con tratti di mura; ma fu con il cardinale Bertrando del Poggetto che giunse la decisione 1327 di realizzare la cerchia in muratura. L’impresa si profilò subito di grandissimo impegno anche sotto il profilo finanziario ma con l’aiuto di alcune famiglie bolognesi che sponsorizzarono alcuni tratti dopo più di 60 anni i lavori furono terminati.
Le mura avevano una lunghezza di 7.6 km (oggi ne restano visibili alcuni tratti per complessivi 1.2 km.)e comprendevano 12 porte. La tecnica costruttiva,fu quella a sacco: due muraglie in mattoni distanti 1.5 m riempiti con sassi ciottoli e calce.

20 GENNAIO 1902 ...... LA DEMOLIZIONE

Il 20-01-1902 fu data la prima picconata alle mura di Bologna nel tratto accanto a porta S. Stefano in direzione di porta Maggiore, quella picconata era attesa da tempo,e perciò nessuno accolse l’ avvenimento come una novità, infatti l’approvazione del Piano Regolatore Generale di Bologna nel 1889 prevedeva l’atterramento della cinta muraria, senza peraltro specificare se totale o parziale: ma certamente funzionale alle linee alle di sviluppo urbanistico, erano gli anni in cui il servizio pubblico veniva elettrificato (1904) le strade venivano allargate, la città aveva raggiunto i 150.000 abitanti, più del doppio rispetto a50 anni prima ,la sup. prevista dal P.R.G passava da 408 ettari agli 850 ettari.
Insomma, Bologna era orientata a imboccare la via del progresso ed i governi liberali volevano sbiadire, l’immagine della città papalina.
Alle nuove idee urbanistiche  all’esigenza di creare lavoro per i disoccupati, si aggiunsero anche solide motivazioni fiscali .Infatti la cerchia muraria aveva svolto per secoli più una funzione fiscale che non difensiva.La cinta muraria era diventata la cinta daziaria, rappresentando un simbolo delle odiose tasse, dei controlli odiosi effettuati dai gabellieri su merci e persone che entravano in città.
Sulla complessiva operazione di abbattimento che si protrasse nel triennio 1902- 1904, c’è piuttosto da aggiungere un altro aspetto, generalmente poco sottolineato: non c’era un piano di abbattimento.
Dagli atti consiliari, dalla documentazione di archivio emerge in maniera incontrovertibile l’assenza di un progetto organico.Si trattava di decisioni estemporanee e ,soprattutto di ripensamenti e di accelerazioni.Bastava una protesta più decisa dei disoccupati sotto le finestre del palazzo comunale, per far decidere l’abbattimento di un altro tratto; bastò un pezzo di cornicione staccatosi accidentalmente e sfortunatamente caduto mentre transitava un carro per far decidere l’abbattimento di porta S.Isaia.
Ad ulteriore conferma della mancanza di un progetto organico e meditato, basti ricordare come il Comune scoprisse improvvisamente nel 1903 che 9 porte su 12 erano di proprietà demaniale e non comunale e perciò la giunta procedette all’acquisto delle stesse sborsando la somma di lire 5000.
Altri interventi distruttivi, seppur di più modesta entità,motivati da ragioni di viabilità ,hanno riguardato le mura e le porte di Bologna nei decenni successivi.(1950 avancorpi di porta S.Vitale)

Le porte di Bologna

PORTA MAGGIORE.

È la porta della via Emilia e prende il nome dal Console Marco Emilio Lepido.La denominazione della porta indica che era la più importante fra le 12. Attraverso porta Maggiore entrarono in città grandi personaggi. La prima costruzione risale al XIII secolo per volere di papa Giulio II fu fortificata con una rocca nel 1507, poi abbattuta nel 1550.
Nel 1770 fu ricostruita su progetto di Gian Giacomo Dotti. L’ultimo papa che entrò a Bologna attraverso questo varco, fu Pio IX nel 1857. Fu parzialmente abbattuta  alla fine del 1903:eliminata la costruzione settecentesca del Dotti, rimase il rudere della struttura duecentesca che fu restaurato nel 1909 a cura di Alfonso Rubbiani.

PORTA S .MAMOLO

Abbattuta nel Maggio 1903.era una delle più antiche porte di Bologna:da lì entro in Bologna nel 1360 il cardinale Egidio Albornoz, fondatore del collegio di Spagna Fu rifatta nella prima metà del XV  secolo a somiglianza di porta CASTIGLIONE

PORTA S . STEFANO

La porta che introduceva alla strada che porta a Firenze,fu abbattuta nel 1843 e ricostruita da Filippo Antolini come “barriera doganale”e destinata a sede dei dazieri.
La porta originaria era simile a quella di Mascarella. I  due edifici che hanno sostituito l’antica porta sono assai modesti ma furono pomposamente denominati “Barriera Gregoriana”;il manufatto più pregevole era la cancellata di ferro che ora si può vedere all’ingresso dei giardini Margherita a P. CASTIGLIONE.
L’ultimo ingresso “importante”attraverso questa porta avvenne nel 1860: era il nuovo re  d’Italia Vittorio Emanuele II cui verrà dedicata piazza Maggiore.

PORTA GALLIERA

La duecentesca ed importante porta GALLIERA  fu rifatta fra il 1661 e1663 da Bartolomeo Provaglia che mantenne l’aspetto maestoso che gia possedeva. Una lapide ricorda l’ otto agosto 1848 giornata in cui il popolo bolognese, dopo uno scontro a fuoco che qui si svolse, cacciò le truppe austriache. La porta è stata restaurata nel 2003 in quella occasione è stato riportato alla vista il tratto di canale che costituiva il fossato difensivo.

PORTA LAME

Costruita nel XIII secolo fu ricostruita nel 1677 su progetto di Agostino Barelli. Le due statue di bronzo realizzate nel 1952 da Luciano Minguzzi ,sono dedicate alla figura del partigiano e furono ricavate dalla fusione del cavallo di bronzo che faceva parte del monumento equestre dedicato a Benito Mussolini e collocato nel Littoriale (stadio comunale).
Infatti fu teatro di uno scontro tra partigiani e nazifascisti avvenuto fra ottobre e novembre 1944.

PORTA SARAGOZZA

Nella prima metà del 300 fu aggiunto il ponte levatoio,nel 1858-59 fu rifatta nella foggia attuale su progetto dell’architetto Enrico Brunetti Rodati, provocando accese discussioni circa lo stile architettonico neogotico usato nel rifacimento. È la porta che vede passare la Madonna di San Luca quando scende a Bologna.
Fece discutere la decisione assunta dal Comune di Bologna, a metà degli anni ’80 del XX secolo, di assegnare il cassero ad un circolo gay che vi è rimasto fino al 2000. Ora lo spazio è destinato ad ospitare il museo della Madonna di San Luca.

PORTA S. ISAIA

Abbattuta fra luglio e settembre del 1903 fu ritenuta una porta” maledetta”dal 1445,anno in cui Bettozzo Canetoli e Francesco Ghisilieri trucidarono con l’inganno Annibale Bentivoglio.
Il Canetoli e il Ghisilieri, per evitare le rappresaglie dei seguaci dei Bentivoglio capeggiati da Galeazzo Marescotti  fuggirono da porta S.Isaia.
A seguito di questi avvenimenti, la porta fu murata e lo rimase per oltre 120 anni
Quando ascese al soglio pontificio Pio V, discendente della famiglia Ghisilieri, fece ricostruire porta S.Isaia, su progetto di Pietro Fiorini, che fu poi inaugurata nel 1568 con la Madonna di S.Luca che giunse a Bologna attraverso quella porta.

PORTA ZAMBONI

Assieme a porta Mascarella , è la porta che ha mantenuto maggiormente le caratteristiche originali nelle quali erano accentuate le caratteristiche vocazioni militari. Ha conservato l’avancorpo nonostante  i reiterati tentativi del comune (1947-57)di eliminarlo. Ma il governo negò l’autorizzazione(1957).

PORTA MASCARELLA

Sobria modesta e ben conservata ,la porta fu costruita alla fine del ’300. Insieme a porta Zamboni,è la porta che ha mantenuto integro l’avancorpo.

PORTA CASTIGLIONE

Esisteva già all’inizio del ‘300. quando il canale di Savena entrava in città nei pressi della porta per scorrere poi in via Castiglione e in via Rialto. Fra il 1378-79 fu rafforzata e accanto fu costruito un torrione.

PORTA San VITALE

È ancora riconoscibile la struttura medievale di questa importante porta  che guarda verso Ravenna e che fu innalzata alla fine del XIII secolo. L’avancorpo fu abbattuto nel 1950.

PORTA SAN FELICE

Come porta Maggiore è la porta che sta sulla via Emilia in direzione di Modena.
La prima porta S.FELICE risale alla fine del ‘300 e fu fortificata con rocche possenti, data la sua posizione strategica. Questa porta ha visto avvenimenti storici di grande importanza :l’entrata di Napoleone con le sue truppe nel 1796, l’ingresso di Carlo V nel novembre 1529 giunto a Bologna per ricevere da papa Clemente VII l’incoronazione a imperatore del Sacro Romano Impero e due secoli prima nel 1327, entrò in città il Cardinale Bertando del Poggetto portando per la prima volta Bologna nell’orbita del potere temporale della Chiesa.
Fu restaurata nel 1805 e nel 1840,quando vi furono aggiunte le merlature.
Porta San felice Esterno Porta San Felice Veduta Posta San Felice